I Pannelli Solari Termici permettono di produrre acqua calda sanitaria e riscaldare la propria casa sfruttando l’energia solare, gratuita e rinnovabile.
Ecco cosa c’è da sapere quando si decide di installare un impianto che, tra i molti benefici, eleva la classe energetica degli edifici, abbassa la bolletta e diminuIsce le emissioni inquinanti!

L’Europa si pone obiettivi sempre più ambiziosi per la lotta al cambiamento climatico, tra cui quello di raggiungere la neutralità climatica al 2050. Gli obiettivi per il 2030 saranno più ambiziosi di quanto fatto in precedenza e non è detto che i target attuali non vengano poi modificati. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, l’obiettivo prefissato per il 2020 per la quota di rinnovabili al 20% dovrebbe essere raggiunto, in quanto già nel 2018 si attestava ad oltre il 18%. In ogni caso, va incentivato l’utilizzo di energia prodotta da fonte rinnovabile, favorendo l’installazione di impianti sia in ambito domestico, che industriale. In questo contesto, si colloca anche la scelta dei pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e il riscaldamento, che permettono di ridurre le emissioni inquinanti e, anche, di risparmiare sulle bollette.

Cosa sono i pannelli solari termici e che vantaggi assicurano

pannelli solari termici servono per produrre l’acqua calda sanitaria e per riscaldare gli ambienti. In sintesi sono assorbitori di energia solare che trasferiscono il calore a sostanze fluide.

Un pannello solare termico rende disponibile all’utente energia gratuita prodotta dal sole. Il solare termico può essere collegato ad una caldaia tradizionale o anche a pompe di calore, a una caldaia a condensazione o al riscaldamento radiante a pavimento, garantendo in questo modo risparmi ancora superiori e assicurando in ogni caso la riduzione di utilizzo fonti combustibili fossili. L’impianto solare termico è generalmente costituito da alcuni elementi principali, che sono un collettore, un bollitore ed eventualmente una pompa per la circolazione dell’acqua.

Installare il solare termico assicura diversi vantaggi all’utente, tra cui indubbiamente la riduzione dei costi per l’energia.

Diminuire i consumi di energia da fonte fossile significa anche ridurre il consumo di risorse non rinnovabili e le emissioni di CO2. Questo aspetto assume particolare rilievo se si considera che in Italia circa un terzo dell’energia totale utilizzata è destinata al riscaldamento degli edifici. L’installazione di un impianto solare termico, inoltre, aumenta il valore immobiliare dell’edificio, incide sul calcolo della sua classe energetica che va obbligatoriamente indicata nelle compravendite e negli affitti immobiliari e si tratta di un investimento particolarmente interessante, sia nelle nuove costruzioni che negli interventi di riqualificazione, anche per gli sgravi fiscali attualmente riconosciuti.

Cosa sapere quando si deve installare un impianto solare termico

Prima di installare un impianto solare termico è necessario verificare che vi siano le condizioni adeguate. Quando si richiede ad un tecnico una consulenza, prima di individuare la tipologia di pannello da installare, verranno verificati tutti i parametri che incidono sulla sua efficienza. Serviranno dati come il numero di persone che vivono in casa, l’utilizzo principale che se ne vuole fare, la superficie disponibile e il suo orientamento, la presenza di ombreggiamenti e i dati climatici relativi alla zona. Per quanto riguarda la manutenzione, ad eccezione della pulizia della superficie e il ricambio del liquido antigelo dopo circa 5 anni, non sono necessari altri interventi particolari. E’ importante sottolineare che se l’impianto sta fermo per lunghi periodi è preferibile proteggere i collettori. Un’ulteriore considerazione riguarda la dimensione del serbatoio, che dovrà essere stimata sulla base del numero di persone in casa e dei pannelli installati.

Quanto costa un impianto solare termico

Chi deve decidere se installare un impianto solare termico, dovrebbe considerare il costo dell’installazione, ma anche i possibili incentivi a cui si ha diritto e il tempo di ritorno dell’investimento.

Generalmente il costo dell’installazione viene ripagato in un tempo che varia dai 4 ai 6 anni, sulla base del rendimento del modello installato. I costi variano in base alla tipologia, i pannelli piani sono più economici e possono costare tra i 500 e i 900 euro al metro quadro, mentre quelli sottovuoto possono raggiungere anche i 1500 euro.

Per quanto riguarda gli incentivi, l’installazione di un impianto solare termico permette di accedere all’Ecobonus o al Conto Termico. Queste due soluzioni sono alternative e l’accesso ad una, esclude l’altra. Il Conto Termico 2.0 prevede un incentivo economico in relazione alla produzione di energia dei pannelli installati e alla loro superficie. Il contributo economico viene erogato dal GSE tramite un bonifico bancario, ma la richiesta dei privati avviene trami le ESCo, ovvero società esterne. In linea di massima possiamo dire che viene rimborsato circa il 40% del costo sostenuto. A differenza del Conto Termico, invece, l’Ecobonus prevede una detrazione fiscale e non un contributo economico, ma sempre fissa al 65% della spesa sostenuta. Viene erogata in 10 anni, per un’agevolazione massimo di 60.000 euro per unità immobiliare. In questo caso l’autorità di riferimento non è il GSE, ma l’ENEA. Inoltre, se trainati da un intervento principale, anche i pannelli solari termici possono essere ammessi al Superbonus 110%.

Le tipologie di impianto solare termico

Il funzionamento dei pannelli solari si basa sulla conversione dell’energia del sole in calore. I pannelli catturano le radiazioni solari e, sfruttando l’effetto serra, il calore non viene disperso ma viene utilizzato per scaldare l’assorbitore che, a sua volta lo trasferisce al fluido termovettore che scorre nelle tubazioni del pannello. Nell’accumulo, invece, viene stoccata l’acqua da riscaldare.

Una prima differenziazione tra le tipologie di pannello riguarda la circolazione ed esistono pannelli solari a circolazione naturale e pannelli solari a circolazione forzata.

Nel primo caso si colloca un serbatoio sul tetto e viene sfruttato il principio fisico secondo cui il fluido più caldo si sposta verso l’altro, mentre quello più freddo verso il basso. Questa soluzione è più semplice ed economica di quella a circolazione forzata, per la quale è necessario installare una pompa di circolazione per il movimento del fluido. I vantaggi di questa seconda soluzione riguardano il fatto che il serbatoio può essere installato altrove ed è, quindi, possibile una maggior integrazione architettonica. Un’ulteriore differenziazione, invece, dipende dal collettore stesso, che può essere piano e vetrato oppure sottovuoto.

I pannelli solari piani vetrati sono composti da una camera isolata composta da una lastra di vetro trasparente, che ha lo scopo di far entrare le radiazioni in ingresso e bloccare quelle in uscita, e da una scocca posteriore isolata. All’interno si trova l’assorbitore, metallico e generalmente annerito. Esistono anche pannelli solari piani e scoperti, ovvero esposti direttamente ai raggi solari e con efficienza minore. Da questi pannelli più tradizionali si differenziano i pannelli solari selettivi, che si caratterizzano per un trattamento realizzato sulla superficie vetrata, che ha lo scopo di ridurre le perdite per riflessione. Infine, i pannelli sottovuoto si compongono di una serie di tubi vetrati, al cui interno vi sono assorbitori isolati tramite il vuoto. La loro efficienza è maggiore, ma hanno anche un costo più elevato. Questi pannelli sono spesso consigliati in luoghi dalle condizioni climatiche non ottimali.

 

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