Per contare sugli incentivi previsti dal superbonus 110% è importante puntare su una diagnosi energetica ad hoc, ma non solo: il direttore tecnico ANIT illustra cosa occorre considerare.

Come cogliere i benefici del superbonus 110% e contare su una casa energeticamente efficiente? In attesa dei decreti attuativi, è bene però già pensare agli aspetti da considerare e ai lavori da eseguire. Uno di questi ha per oggetto l’involucro edilizio, parte cruciale degli interventi di riqualificazione energetica.

Quali sono gli aspetti (progettuali ed esecutivi) di cui tenere conto nell’intervento sull’involucro in modo da svolgere un lavoro ad arte e riuscire a cogliere i benefici dell’ecobonus al 110%?

Rossella Esposti, ingegnere e direttore tecnico ANITA rispondere è Rossella Esposti, ingegnere e direttore tecnico ANIT – Associazione Nazionale Isolamento Termico e Acustico: «Per ottenere la detrazione del 110% con interventi sull’involucro occorre intervenire su più del 25% della superficie disperdente lorda totale dell’edificio. È necessario rispettare i limiti di trasmittanza previsti nel decreto attuativo che verrà a breve emanato (fino a quel momento restano in vigore i limiti previsti per l’ecobonus). Occorre che l’intervento porti ad un salto di due classi energetiche rispetto alla situazione precedente l’effettuazione. Sono tutte richieste impegnative. È auspicabile privilegiare quanto più possibile la continuità dell’isolamento, la cura dei dettagli, soprattutto la corretta realizzazione dei nodi più critici, che sono tipicamente quelli che collegano la parete ai serramenti».

La redazione dell’APE pre e post-intervento sono i punti focali per accedere all’incentivo. Quali sono gli aspetti essenziali per una diagnosi a regola d’arte?

È necessario fare una “fotografia energetica” quanto più possibile fedele dell’edificio nella situazione di partenza. Questo per rendere possibile valutare correttamente l’effetto degli interventi ipotizzati e costruire così i vari scenari energetici possibili dopo l’intervento. Per esempio, capire non solo se è possibile, realizzando determinati interventi, raggiungere il richiesto doppio salto di classe per accedere alla detrazione del 100%, ma anche e soprattutto per avere una stima di quale potrà essere l’effettivo risparmio energetico ottenibile con l’intervento: importante per l’utente e per l’ambiente. Per avere un quadro chiaro delle caratteristiche energetiche dell’edificio è possibile utilizzare idonei strumenti di misura, come i termoflussimetri, e ottenere indicazioni importanti tramite la termografia.

A questo proposito, quali sono gli aspetti che vi auspicate possano essere corretti o migliorati con i decreti attuativi?

Si auspica soprattutto che vengano definite regole attuative chiare. È importante, in un ambito in cui il professionista ha responsabilità ancora più rilevanti, evitare che ci siano regole ambigue o che lascino troppo spazio all’interpretazione. Un esempio: l’attuale legislazione in vigore non consente di produrre un Attestato di Prestazione Energetica per un intero edificio che comprenda più unità immobiliari. È altrettanto importante che nel decreto attuativo venga definita una procedura chiara e applicabile che renda questo possibile.

La criticità del doppio salto di classe obbligatorio (per esempio sulle singole unità immobiliari) è risolvibile in qualche modo e, se sì, come?

Certamente ottenere un doppio salto di classe eseguendo interventi sull’involucro è impegnativo (anche se possibile). Questo perché l’attuale sistema di classificazione valorizza molto la presenza di fonti energetiche rinnovabili e meno un involucro efficiente. È possibile sfruttare l’opportunità di realizzare, congiuntamente all’intervento trainante, anche altri interventi previsti dall’ecobonus, che possono concorrere ad ottenere la doppia classe in più. Del resto l’intervento sull’involucro è anche l’unico che abbina a una valenza energetica, anche una valenza “estetica” sul recupero del patrimonio edilizio esistente.

Sempre in tema di Attestato di Prestazione Energetica, a chi è bene rivolgersi? Quali sono i requisiti essenziali che deve avere il professionista?

Il professionista deve essere un certificatore energetico. Il riferimento per la figura e i requisiti del certificatore energetico è il DPR 75/2013.

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